Eclogiti
Eclogiti del Beigua
Le eclogiti sono veramente … rocce molto speciali… basta provare a sollevarne un frammento o provare a dargli qualche martellata con il martello dell geologo… “suona”, tintinna e rimbalza come un campane… un masso di “metallo “
Le eclogiti sono rocce metamorfiche di pressione molto elevate (10 Kbar) e temperature mediamente elevate (500°C) su preesistenti rocce: basalti e Fe-gabbri.
L’insieme dei minerali che le formano (paragensi) a partire da rocce basiche è caratterizzata da pirosseno sodico (cloromelanite Onfacite), granato (ricco in almandino), rutilo e percentuali variabili di anfibolo sodico.
Soprattutto nelle eclogiti derivanti da Fe-gabbri è riconoscibile ancora abbastanza bene la struttura grossolana con i pirosseni pseudomorfosati da cloromelanite in grandi individui, mentre i plagioclasi sono sostituiti da granati e da aggregati di pirosseno molto fini.
Sono rocce piuttosto rare sulla superficie della terra ma sono abbondanti nella litosfera più profonda e quando i movimenti tettonici le riportano in cima ai rilievi come sul Monte Beigua, diventano utilissime per studiare le caratteristiche di rocce così profonde e la loro evoluzione geologicha che prima le ha fatte sprofondare sino a 35 km sotto i mari e poi riportati sui nostri rilievi montuosi.
Nella sezione sottile di una eclogite del Monte Beigua a luce polarizzati si nota un grande cristallo verde intenso di cloromelanite e sfaldature nette che testimoniano quelle del passato pirosseno. I granati con colore rorato e molto alto ed aspetto di granelli formano un ampio “orlo di reazione” quelli che erano pirosseni e plagioclasi. I plagioclasi delle originarie rocce basico in questa sezione si vede bene come sono stati trasformati in un fine aggregato microcristallino di pirosseno cloromelanitico di colore verde giallino. In basso a destra di colore rossa- brunastro e rilievo molto alta un aggregato di rutilo
Le eclogiti della val d’Orba presentano di colore molto scuro ma, a distanza ravvicinata, si poù distinguere il rosso scuro del granato ed il rosso violaceo e metallico del rutilo nella matrice verde scura della cloromelanite. Più raramente si incontrano bande bluastre di anfiboli sodici o verde nerastre di barroisite. Caratteristica tipica di queste rocce è l’estrema durezza e tenacità nonché l’elevato peso specifico.(circa 3,3 g/cm^3)
Queste rocce presentano una colorazione molto scura anche se, a distanza ravvicinata, si può riconoscere il rosso scuro del granato ed il rosso violaceo metallico del rutilo nella matrice verde scura della cloromelanite. Possono inoltre essere presenti bande bluastre di anfiboli sodici o verde nerastre di barroisite. Caratteristica tipica di queste rocce è l’estrema durezza e tenacità nonché l’elevato peso specifico.
Queste rocce hanno subito un metamorfismo retrogrado in diverse passaggi con sviluppo di anfibolo barroisitico accompagnato da albite, epidoto e titanite; ciò avviene specie lungo piani di frattura che permettevano la penetrazione di acqua necessaria per formare un minerale idrato da una associazione paragenetica sostanzialmente anidra. L’ultima fase di equilibratura metamorfica porta a sviluppo di albite, epidoto, clorite ed attinolite in condizioni di «scisti verdi».